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Evento: Angeli - Mostra personale di Fabio Spataro
05/05/2017 - 13/05/2017
Inserzionista
Dettagli
Data di inserimento: | 03/05/2017 - 0:30 |
Luogo: | Napoli (NA) - Campania |
Data di inizio: | 05/05/2017 |
Data di fine | 13/05/2017 |
Descrizione
La galleria d’arte Salvatore Serio è lieta di ospitare, dal 5 al 13 maggio 2017, la mostra personale Angeli di Fabio Spataro.
Figlio d’arte, Fabio Spataro ha sempre vissuto in un ambiente familiare ricco di stimoli artistici. Quando la famiglia dall’isola siciliana si trasferisce a Napoli Fabio entra nello sconfinato mondo dell’Accademia di Belle Arti. Lì studia pittura avendo come maestro Carmine Di Ruggiero.
Il suo curriculum espositivo evidenzia l’instancabile lena artistica di Spataro.
Esordisce in una mostra collettiva napoletana nel 1994 e nel 1999 inaugura la sua prima personale, dal titolo Fabio Spataro è ancora vivo!, presso l’Associazione H2 SO4. Seguono nutrite partecipazioni ad esposizioni collettive in diversi paesi italiani ed esteri (Napoli, Corfù, Gorlago, Monterosso calabro, L’Aquila, Caltanissetta, Genova) e inaugura nel maggio 2001 alla galleria Salvatore Serio la personale Esodo. .
Dunque, a distanza di sedici anni ritorna nel cuore della città con un nuovo progetto: Angeli.
L’arte di Fabio Spataro incute una forte soggezione perché in essa c’è un ardore, una forza che avvolge l’osservatore, apparendo come la visione del sublime che atterra l’uomo e gli vieta di alzare lo sguardo. Non troviamo gli Angeli delle composizioni medievali né quelli dei preraffaelliti, i suoi angeli hanno poco di celestiale, sono più terreni avvolti dallo sfondo di un mondo corrotto.
Ma un senso di pace viene trasmesso dalla stessa figura del piccolo angioletto musicante, quelli industriali e standardizzati usati comunemente nelle le composizioni presepiali. Corrosi, sporchi, mutilati contengono ancora un grido di speranza. Sopravvivono in un vago universo pittorico, cercando di farsi spazio fra i grumi della materia per imporsi a noi, alla nostra sensibilità.
Un’opera d’arte nasce per un duplice motivo, sia perché l’artista sente il bisogno di trasmettere un messaggio, di coinvolgere gli altri nel proprio mondo, affidando il suo pensiero ad un mezzo artistico, sia con una forte connotazione “privata”, una necessità di riversare sul supporto le proprie emozioni, farle emergere dal carcere interiore della propria mente e della propria anima. L’artista, infatti, afferma: “La massa pittorica mi permette di esprimere il mio stato. Cerco di non appiattire il lavoro, bensì di dare anima all’opera! [...] Mi tormento nel raggiungere la linea dando a questo termine un puro valore di sintesi, di semplificazione, di passione per l’essenziale”.
Aurora Spinosa scrisse che “per Fabio Spataro lo studio di Kokoska, di Munch e di Klimt porta il suo lavoro ad assumere una singolare forza espressiva e si misura soprattutto sul tema della contraddizione e dell’ambiguità”, forza che ho notato in particolare in alcuni dipinti e carte, evocatrici, con un’incisività di segno originale e pura, del vigore espressionista.
Riprendendo il titolo della sua prima personale potremmo di che Fabio Spataro è ancora vivo! e non c’è dubbio che anche in questa mostra lascerà parlare di se.
Fedela Procaccini
Angeli – Mostra personale di Fabio Spataro
a cura di Fedela Procaccini
Dal 5 al 13 maggio 2017
Vernissage venerdì 5 maggio 2017, ore 18:00
Salvatore Serio Galleria d’Arte
Via Oberdan 8, Napoli
Orari galleria
Dal lunedì al sabato: 10:30/13:00 – 16:30/19:30
Figlio d’arte, Fabio Spataro ha sempre vissuto in un ambiente familiare ricco di stimoli artistici. Quando la famiglia dall’isola siciliana si trasferisce a Napoli Fabio entra nello sconfinato mondo dell’Accademia di Belle Arti. Lì studia pittura avendo come maestro Carmine Di Ruggiero.
Il suo curriculum espositivo evidenzia l’instancabile lena artistica di Spataro.
Esordisce in una mostra collettiva napoletana nel 1994 e nel 1999 inaugura la sua prima personale, dal titolo Fabio Spataro è ancora vivo!, presso l’Associazione H2 SO4. Seguono nutrite partecipazioni ad esposizioni collettive in diversi paesi italiani ed esteri (Napoli, Corfù, Gorlago, Monterosso calabro, L’Aquila, Caltanissetta, Genova) e inaugura nel maggio 2001 alla galleria Salvatore Serio la personale Esodo. .
Dunque, a distanza di sedici anni ritorna nel cuore della città con un nuovo progetto: Angeli.
L’arte di Fabio Spataro incute una forte soggezione perché in essa c’è un ardore, una forza che avvolge l’osservatore, apparendo come la visione del sublime che atterra l’uomo e gli vieta di alzare lo sguardo. Non troviamo gli Angeli delle composizioni medievali né quelli dei preraffaelliti, i suoi angeli hanno poco di celestiale, sono più terreni avvolti dallo sfondo di un mondo corrotto.
Ma un senso di pace viene trasmesso dalla stessa figura del piccolo angioletto musicante, quelli industriali e standardizzati usati comunemente nelle le composizioni presepiali. Corrosi, sporchi, mutilati contengono ancora un grido di speranza. Sopravvivono in un vago universo pittorico, cercando di farsi spazio fra i grumi della materia per imporsi a noi, alla nostra sensibilità.
Un’opera d’arte nasce per un duplice motivo, sia perché l’artista sente il bisogno di trasmettere un messaggio, di coinvolgere gli altri nel proprio mondo, affidando il suo pensiero ad un mezzo artistico, sia con una forte connotazione “privata”, una necessità di riversare sul supporto le proprie emozioni, farle emergere dal carcere interiore della propria mente e della propria anima. L’artista, infatti, afferma: “La massa pittorica mi permette di esprimere il mio stato. Cerco di non appiattire il lavoro, bensì di dare anima all’opera! [...] Mi tormento nel raggiungere la linea dando a questo termine un puro valore di sintesi, di semplificazione, di passione per l’essenziale”.
Aurora Spinosa scrisse che “per Fabio Spataro lo studio di Kokoska, di Munch e di Klimt porta il suo lavoro ad assumere una singolare forza espressiva e si misura soprattutto sul tema della contraddizione e dell’ambiguità”, forza che ho notato in particolare in alcuni dipinti e carte, evocatrici, con un’incisività di segno originale e pura, del vigore espressionista.
Riprendendo il titolo della sua prima personale potremmo di che Fabio Spataro è ancora vivo! e non c’è dubbio che anche in questa mostra lascerà parlare di se.
Fedela Procaccini
Angeli – Mostra personale di Fabio Spataro
a cura di Fedela Procaccini
Dal 5 al 13 maggio 2017
Vernissage venerdì 5 maggio 2017, ore 18:00
Salvatore Serio Galleria d’Arte
Via Oberdan 8, Napoli
Orari galleria
Dal lunedì al sabato: 10:30/13:00 – 16:30/19:30
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Opere scelte di Mario Sangiovanni
08/10/2016 - 18/10/2016
Napoli (NA) - Campania
Inserito da Gennaro Cilento
Mostra personale di pittura di Mario Sangiovanni
8 ottobre – 18 ottobre 2016
c/o Salvatore Serio galleria d'arte, via Guglielmo Oberdan 8, Napoli
Vernissage 8 ottobre 2016 ore 18:00
Orari galleria: 10:30/13:00 - 16:30/19:30 (escluso la domenica)
Ingresso libero
Info: tel. 0815523193
www.galleriaserio.it
8 ottobre – 18 ottobre 2016
c/o Salvatore Serio galleria d'arte, via Guglielmo Oberdan 8, Napoli
Vernissage 8 ottobre 2016 ore 18:00
Orari galleria: 10:30/13:00 - 16:30/19:30 (escluso la domenica)
Ingresso libero
Info: tel. 0815523193
www.galleriaserio.it
Angeli - Mostra personale di Fabio Spataro
05/05/2017 - 13/05/2017
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Inserito da Gennaro Cilento
La galleria d’arte Salvatore Serio è lieta di ospitare, dal 5 al 13 maggio 2017, la mostra personale Angeli di Fabio Spataro.
Figlio d’arte, Fabio Spataro ha sempre vissuto in un ambiente familiare ricco di stimoli artistici. Quando la famiglia dall’isola siciliana si trasferisce a Napoli Fabio entra nello sconfinato mondo dell’Accademia di Belle Arti. Lì studia pittura avendo come maestro Carmine Di Ruggiero.
Il suo curriculum espositivo evidenzia l’instancabile lena artistica di Spataro.
Esordisce in una mostra collettiva napoletana nel 1994 e nel 1999 inaugura la sua prima personale, dal titolo Fabio Spataro è ancora vivo!, presso l’Associazione H2 SO4. Seguono nutrite partecipazioni ad esposizioni collettive in diversi paesi italiani ed esteri (Napoli, Corfù, Gorlago, Monterosso calabro, L’Aquila, Caltanissetta, Genova) e inaugura nel maggio 2001 alla galleria Salvatore Serio la personale Esodo. .
Dunque, a distanza di sedici anni ritorna nel cuore della città con un nuovo progetto: Angeli.
L’arte di Fabio Spataro incute una forte soggezione perché in essa c’è un ardore, una forza che avvolge l’osservatore, apparendo come la visione del sublime che atterra l’uomo e gli vieta di alzare lo sguardo. Non troviamo gli Angeli delle composizioni medievali né quelli dei preraffaelliti, i suoi angeli hanno poco di celestiale, sono più terreni avvolti dallo sfondo di un mondo corrotto.
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Un’opera d’arte nasce per un duplice motivo, sia perché l’artista sente il bisogno di trasmettere un messaggio, di coinvolgere gli altri nel proprio mondo, affidando il suo pensiero ad un mezzo artistico, sia con una forte connotazione “privata”, una necessità di riversare sul supporto le proprie emozioni, farle emergere dal carcere interiore della propria mente e della propria anima. L’artista, infatti, afferma: “La massa pittorica mi permette di esprimere il mio stato. Cerco di non appiattire il lavoro, bensì di dare anima all’opera! [...] Mi tormento nel raggiungere la linea dando a questo termine un puro valore di sintesi, di semplificazione, di passione per l’essenziale”.
Aurora Spinosa scrisse che “per Fabio Spataro lo studio di Kokoska, di Munch e di Klimt porta il suo lavoro ad assumere una singolare forza espressiva e si misura soprattutto sul tema della contraddizione e dell’ambiguità”, forza che ho notato in particolare in alcuni dipinti e carte, evocatrici, con un’incisività di segno originale e pura, del vigore espressionista.
Riprendendo il titolo della sua prima personale potremmo di che Fabio Spataro è ancora vivo! e non c’è dubbio che anche in questa mostra lascerà parlare di se.
Fedela Procaccini
Angeli – Mostra personale di Fabio Spataro
a cura di Fedela Procaccini
Dal 5 al 13 maggio 2017
Vernissage venerdì 5 maggio 2017, ore 18:00
Salvatore Serio Galleria d’Arte
Via Oberdan 8, Napoli
Orari galleria
Dal lunedì al sabato: 10:30/13:00 – 16:30/19:30
Figlio d’arte, Fabio Spataro ha sempre vissuto in un ambiente familiare ricco di stimoli artistici. Quando la famiglia dall’isola siciliana si trasferisce a Napoli Fabio entra nello sconfinato mondo dell’Accademia di Belle Arti. Lì studia pittura avendo come maestro Carmine Di Ruggiero.
Il suo curriculum espositivo evidenzia l’instancabile lena artistica di Spataro.
Esordisce in una mostra collettiva napoletana nel 1994 e nel 1999 inaugura la sua prima personale, dal titolo Fabio Spataro è ancora vivo!, presso l’Associazione H2 SO4. Seguono nutrite partecipazioni ad esposizioni collettive in diversi paesi italiani ed esteri (Napoli, Corfù, Gorlago, Monterosso calabro, L’Aquila, Caltanissetta, Genova) e inaugura nel maggio 2001 alla galleria Salvatore Serio la personale Esodo. .
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Ma un senso di pace viene trasmesso dalla stessa figura del piccolo angioletto musicante, quelli industriali e standardizzati usati comunemente nelle le composizioni presepiali. Corrosi, sporchi, mutilati contengono ancora un grido di speranza. Sopravvivono in un vago universo pittorico, cercando di farsi spazio fra i grumi della materia per imporsi a noi, alla nostra sensibilità.
Un’opera d’arte nasce per un duplice motivo, sia perché l’artista sente il bisogno di trasmettere un messaggio, di coinvolgere gli altri nel proprio mondo, affidando il suo pensiero ad un mezzo artistico, sia con una forte connotazione “privata”, una necessità di riversare sul supporto le proprie emozioni, farle emergere dal carcere interiore della propria mente e della propria anima. L’artista, infatti, afferma: “La massa pittorica mi permette di esprimere il mio stato. Cerco di non appiattire il lavoro, bensì di dare anima all’opera! [...] Mi tormento nel raggiungere la linea dando a questo termine un puro valore di sintesi, di semplificazione, di passione per l’essenziale”.
Aurora Spinosa scrisse che “per Fabio Spataro lo studio di Kokoska, di Munch e di Klimt porta il suo lavoro ad assumere una singolare forza espressiva e si misura soprattutto sul tema della contraddizione e dell’ambiguità”, forza che ho notato in particolare in alcuni dipinti e carte, evocatrici, con un’incisività di segno originale e pura, del vigore espressionista.
Riprendendo il titolo della sua prima personale potremmo di che Fabio Spataro è ancora vivo! e non c’è dubbio che anche in questa mostra lascerà parlare di se.
Fedela Procaccini
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a cura di Fedela Procaccini
Dal 5 al 13 maggio 2017
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La mostra, curata da Boris Brollo e Francesca Mirabelli Giordano, è promossa dal Museo del Cristallo e da ODE Oesum Digital Exhibition, con il patrocinio del Comune di Colle di Val d’Elsa e della sezione italiana dell’AIAP Unesco, nonché di alcuni dei musei in cui Vigliaturo ha esposto in passato: Erezt Israel Museum di Tel Aviv, Hsinchu City Glass-Museum, Museo dell’Arte Vetraria Altarese, Museo Civico di Sansepolcro, Muzeum Karkonoskie di Jelenia Gora, OMA Orlando Museum of Art.
L’inaugurazione si terrà sabato 8 aprile, alle ore 18.00, alla presenza di Paolo Canocchi (Sindaco del Comune di Colle di Val d’Elsa), Anna Maria Cotoloni (Assessore alla Cultura del Comune di Colle di Val d’Elsa) e Tommaso Vannini (Direttore del Museo del Cristallo), dell’artista e dei curatori.
L’esposizione s’intitola “La via del vetro” in riferimento al percorso che, negli ultimi vent’anni, ha portato Silvio Vigliaturo dallo studio-bottega di Chieri (To) ai principali musei d’arte vetraria in Europa, Asia e Stati Uniti. Ogni tappa ha segnato un momento di crescita, un nuovo modo di trattare il vetro perché, come scrive Boris Brollo, «l’artista opera una sfida continua con se stesso nella tensione al miglioramento dell’uso della materia e al controllo dell’atto creativo finale, attorniato dai suoi schizzi di luce dati dal vetro, dalle sue luccicanze mistiche, dai suoi segni cabalistici, dai suoi scudi facciali che fluenti riportano i cromatismi segnici assieme al suo sorriso».
In mostra, oltre venti sculture di grandi dimensioni, sinuose e variopinte, in dialogo con l’estrema trasparenza che caratterizza gli oggetti di cristallo presenti nelle collezioni del museo. Una sequenza di corpi e di volti ridotti a lineamenti essenziali, ma arricchiti dalla flessuosità del segno che ne traccia le sagome e dai colori vibranti che le riempiono. Il segno, origine e matrice del procedimento creativo di Silvio Vigliaturo, trova nella scultura la sua naturale destinazione, sorprendendo per le infinite possibilità di traduzione tridimensionale.
Le tematiche trattate dall’artista – spiega Francesca Mirabelli Giordano – sono di grande attualità, «perché connaturate alla specie umana e alla sua evoluzione: maternità, musica, mescolanza. In ciascuno degli aspetti, l’artista fa rivivere allegoricamente un’idea della complessità sociale escatologicamente positiva, in quanto finalizzata ad una sintesi creativa; una sorta di processo dialettico hegeliano, che vede nella sintesi il superamento dei contrari ed il conseguimento di un risultato evolutivo: nella musica, l’armonia; nella maternità, la nuova vita; nella mescolanza, quell’intreccio etnico-culturale che caratterizza le società nuove, in un costante riproporsi anche dell’antico».
«L’Antichità Classica – conclude Anselmo Villata – era colore, vivacità e pienezza estetica: aspetti che il nostro protagonista elabora in chiave contemporanea andando oltre i classici materiali e plasmando le sue opere attraverso il vetro».
Il percorso espositivo è completato da un video sul lavoro dell’artista, realizzato da Piero Muscari Comunicazione.
La personale sarà visitabile da martedì a domenica ore 10.00-13.30 e 14.00-18.30, chiuso il lunedì. Ingresso Euro 4.00, ridotto Euro 2.50. Accesso gratuito in occasione del vernissage. Catalogo Priuli & Verlucca, 2017.
Per informazioni: tel. 0577 924135, info@museodelcristallo.it, www.museodelcristallo.it. Per approfondimenti sul lavoro di Silvio Vigliaturo: info@silviovigliaturo.it, www.silviovigliaturo.it
Silvio Vigliaturo (Acri, 1949) è artista e maestro del vetro. Dalle prime esposizioni, nel ‘77, sino alla partecipazione alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia, il percorso artistico di Vigliaturo si presenta in costante evoluzione. Il disegno, il dipinto, il vetro, l’acciaio, la terra cotta sono tutti trattati allo stesso tempo come materia e come scelta ideologica.
La mostra, curata da Boris Brollo e Francesca Mirabelli Giordano, è promossa dal Museo del Cristallo e da ODE Oesum Digital Exhibition, con il patrocinio del Comune di Colle di Val d’Elsa e della sezione italiana dell’AIAP Unesco, nonché di alcuni dei musei in cui Vigliaturo ha esposto in passato: Erezt Israel Museum di Tel Aviv, Hsinchu City Glass-Museum, Museo dell’Arte Vetraria Altarese, Museo Civico di Sansepolcro, Muzeum Karkonoskie di Jelenia Gora, OMA Orlando Museum of Art.
L’inaugurazione si terrà sabato 8 aprile, alle ore 18.00, alla presenza di Paolo Canocchi (Sindaco del Comune di Colle di Val d’Elsa), Anna Maria Cotoloni (Assessore alla Cultura del Comune di Colle di Val d’Elsa) e Tommaso Vannini (Direttore del Museo del Cristallo), dell’artista e dei curatori.
L’esposizione s’intitola “La via del vetro” in riferimento al percorso che, negli ultimi vent’anni, ha portato Silvio Vigliaturo dallo studio-bottega di Chieri (To) ai principali musei d’arte vetraria in Europa, Asia e Stati Uniti. Ogni tappa ha segnato un momento di crescita, un nuovo modo di trattare il vetro perché, come scrive Boris Brollo, «l’artista opera una sfida continua con se stesso nella tensione al miglioramento dell’uso della materia e al controllo dell’atto creativo finale, attorniato dai suoi schizzi di luce dati dal vetro, dalle sue luccicanze mistiche, dai suoi segni cabalistici, dai suoi scudi facciali che fluenti riportano i cromatismi segnici assieme al suo sorriso».
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«L’Antichità Classica – conclude Anselmo Villata – era colore, vivacità e pienezza estetica: aspetti che il nostro protagonista elabora in chiave contemporanea andando oltre i classici materiali e plasmando le sue opere attraverso il vetro».
Il percorso espositivo è completato da un video sul lavoro dell’artista, realizzato da Piero Muscari Comunicazione.
La personale sarà visitabile da martedì a domenica ore 10.00-13.30 e 14.00-18.30, chiuso il lunedì. Ingresso Euro 4.00, ridotto Euro 2.50. Accesso gratuito in occasione del vernissage. Catalogo Priuli & Verlucca, 2017.
Per informazioni: tel. 0577 924135, info@museodelcristallo.it, www.museodelcristallo.it. Per approfondimenti sul lavoro di Silvio Vigliaturo: info@silviovigliaturo.it, www.silviovigliaturo.it
Silvio Vigliaturo (Acri, 1949) è artista e maestro del vetro. Dalle prime esposizioni, nel ‘77, sino alla partecipazione alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia, il percorso artistico di Vigliaturo si presenta in costante evoluzione. Il disegno, il dipinto, il vetro, l’acciaio, la terra cotta sono tutti trattati allo stesso tempo come materia e come scelta ideologica.
Provocators. Capolavori dell’astrazione italiana
13/02/2016 - 03/03/2016
Napoli (NA) - Campania
Inserito da CSArt Serri
Dopo il successo riscosso ad “Arte Fiera”, la Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia (Viale dei Mille, 44/B) presenta, dal 13 febbraio al 3 marzo 2016, “Provocators. Capolavori dell’astrazione italiana”, con opere di Salvatore Scarpitta, Piero Dorazio, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Amadio, Umberto Mariani e Getulio Alviani.
L’esposizione, che prende il nome da un capolavoro di Achille Perilli (“Provocators”, 1957), propone un’interessante incursione nel panorama dell’astrazione italiana, dallo storicizzato ai giorni nostri, attraverso alcuni nomi-chiave.
Una mostra essenziale con opere selezionate di autori che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea italiana. Accanto a questi, anche i lavori di alcuni artisti che si stanno imponendo all’attenzione del grande pubblico e che la Galleria de’ Bonis ha già trattato, come Giuseppe Amadio e Umberto Mariani.
Storia e contemporaneità si affiancano in un discorso per immagini.
Salvatore Scarpitta, genio dell’astrazione italiana, scoperto nientemeno che da Leo Castelli, che sarà a lungo il suo gallerista di riferimento e che gli organizzerà una decina di personali, è presente in mostra con un’opera pittorica del 1949 sui toni del grigio e del nero.
Piero Dorazio che, fin dal 1945, ha contribuito all’affermazione dell’astrattismo in Italia benché in una prima fase avesse aderito al realismo socialista e fosse uno dei frequentatori dello studio di Guttuso. Nel 1947 è fra i firmatari del manifesto del gruppo Forma 1. In mostra, una tecnica mista su carta intelata del 1957.
Achille Perilli, un altro dei membri fondatori del gruppo Forma 1. L’artista è presente in mostra con un’interessante opera di grande formato del 1957, che presta il nome alla mostra stessa e fa parte della serie “Fumetti” nella quale le rigorose geometrie che lo caratterizzano si stemperano in forme morbide e colori più tenui.
Antonio Sanfilippo, uno degli artisti più importanti dell'arte italiana ed europea del secondo dopoguerra, partecipa alla Biennale del 48 e a quelle del 1954 e del 1964. Anch’egli aderisce al formalismo e firma il manifesto del gruppo Forma 1. In mostra, una delle prime opere del gruppo: un pezzo del 1948.
La Galleria de’ Bonis, che identifica le proprie scelte artistiche nella figurazione italiana, non è nuova ad aperture ad altri ambiti di ricerca. Accanto ai “mostri sacri” dell’astrazione italiana – Scarpitta, Dorazio, Perilli, Sanfilippo – sono stati accostati tre artisti contemporanei sulla cresta dell’onda: Giuseppe Amadio, Umberto Mariani e, a sorpresa, Getulio Alviani, presente con due piccoli “gioielli” che brillano fra tutti come scelta inconsueta. I tre rappresentano la nuova frontiera dell’astrazione e sviluppano il discorso pittorico dei loro predecessori attraverso le estroflessioni (Amadio) e i nuovi materiali come il piombo (Mariani) e l’alluminio (Alviani).
La mostra, sarà visitabile fino al 3 marzo 2016, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Per informazioni: tel. 0522 580605, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.
L’esposizione, che prende il nome da un capolavoro di Achille Perilli (“Provocators”, 1957), propone un’interessante incursione nel panorama dell’astrazione italiana, dallo storicizzato ai giorni nostri, attraverso alcuni nomi-chiave.
Una mostra essenziale con opere selezionate di autori che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea italiana. Accanto a questi, anche i lavori di alcuni artisti che si stanno imponendo all’attenzione del grande pubblico e che la Galleria de’ Bonis ha già trattato, come Giuseppe Amadio e Umberto Mariani.
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La Galleria de’ Bonis, che identifica le proprie scelte artistiche nella figurazione italiana, non è nuova ad aperture ad altri ambiti di ricerca. Accanto ai “mostri sacri” dell’astrazione italiana – Scarpitta, Dorazio, Perilli, Sanfilippo – sono stati accostati tre artisti contemporanei sulla cresta dell’onda: Giuseppe Amadio, Umberto Mariani e, a sorpresa, Getulio Alviani, presente con due piccoli “gioielli” che brillano fra tutti come scelta inconsueta. I tre rappresentano la nuova frontiera dell’astrazione e sviluppano il discorso pittorico dei loro predecessori attraverso le estroflessioni (Amadio) e i nuovi materiali come il piombo (Mariani) e l’alluminio (Alviani).
La mostra, sarà visitabile fino al 3 marzo 2016, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Per informazioni: tel. 0522 580605, info@galleriadebonis.com, www.galleriadebonis.com.